8 apr 2019


Dehors/Audela
APORIA



concept, film, editing, sound SALVATORE INSANA
choreography and performance ELISA TURCO LIVERI
with the support of LA BRIQUETERIE – CDCN Val du Marne, France, LE MINISTÈRE DE LA CULTURE / DIRECTION GÉNÉRALE DE LA CRÉATION ARTISTIQUE (FRANCE), and FESTIVAL INTERNATIONAL DE VIDÉO DANSE DE BOURGOGNE
as winning project of the international screendance production open call 2018;
and with the support of GRUPPO E-MOTION
digital video, 13', 2019



APORIA è il primo esito della nostra ricerca sull'esitazione come indefinita condizione psico-fisica e come atteggiamento che si oppone all'arroganza del sapere sempre dove andare/cosa fare/cosa dire.

L'aporia (ἀπορία), un concetto caro alla filosofia greca, indica l'impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema.

In un tempo in cui la possibilità di esercitare il dubbio è stata compressa e la retorica del parlar chiaro sembra lasciare aperte solo due sole possibilità: dire sì, oppure dire no, con APORIA vorremmo invece investigare il momento in cui si resta arenati, impigliati nel “frattempo”, nella biforcazione, nell'esitazione in cui ci si sottrae al racconto per valutare sul “se” e sul “come” orientarsi nel prosieguo dell'azione.

Gli accadeva di fermarsi senza dire niente. Sia che in fin dei conti non avesse niente da dire.
Sia che in fin dei conti vi rinunciasse.

S.Beckett, Basta



Al progresso si sostituisce la stasi, o la quasi immobilità. Un movimento trattenuto (una tempesta trattenuta), un coabitare di forze contrapposte. Il tempo partecipa nella sua ciclicità inesorabile. Eterni ritorni o rinnovate partenze. False partenze e mancati proseguimenti. Contro la retorica dell'esclamarsi. Un ripartire, ricominciare, stare in mezzo, oscillare. Cellule che si generano e poi sfumano. O si trasformano per variazioni laterali. Per sfumature. Per ritorni ed eversioni del discorso. Per rimandi. Corrispondenze. Repentini sobbalzi e brusche interruzioni. Nell'intervallo, quello che di solito è considerato uno scarto, una rimanenza poco significativa per lo sviluppo della storia.

Come si comporta il corpo nella dinamica decisionale, tra un punto e il “successivo”? Tra a e b c'è l'infinito. Ma non ci è permesso di attardarci, di solito. Perché si crea la fila, un ingorgo di azioni che rincorrono la concausalità e non ne vogliono sapere dell'attesa.

Siamo sempre qui, insomma. Nell'impasse della decisione da prendere o da perdere. E forse, seguendo le indicazioni di Beckett, bisogna esaurire il possibile prima di andare avanti. Esaurire la combinatoria infinita del possibile.

Lo spazio è significante quanto la dimensione temporale. Una divisione dello spazio netta e quasi astratta si alterna a visioni più oniriche. Qual è la realtà, quale la sua contropartita onirica? La compresenza di più piani e più figure incongruenti rende difficile la diagnosi.

In fase di ripresa e montaggio, un duplice obiettivo: il luogo ripreso è al contempo unico e universale. Il site specific si estende verso l'a-topia. Chi conosce La Briqueterie riconoscerà immediatamente i dettagli ripresi. Chi non c'è mai stato potrà al contempo immaginare un luogo che potrebbe essere ovunque o quasi.

La partitura sonora è contrappunto ostinato, rielaborazione di tracce che perdono il loro fraseggio armonico originale a favore di un'ulteriore loop o che cedono il passo al silenzio.

Una fabbrica, ogni luogo di lavoro o quasi, è luogo di automatismi inevitabili. La coazione a ripetere è tipica di una certa catena di montaggio. Nello spirito del luogo il nostro progetto si inscerisce come possibile elemento di continua discontinuità. C'è il ripetersi ma al contempo c'è l'istante che precede l'azione. Un istante che si dilata e si deforma. Fino a moltiplicarsi. Utilizzando gli spazi indecisi, i luoghi meno connotati. Lì dove forse indugiavano anche gli operai nei momenti di pausa. Oppure lì dove nessuno posa mai l'attenzione.


APORIA is the first result of our research on hesitation as psycho-physical condition and as an attitude that opposes the arrogance of always knowing where to go / what to do / what to say.


The aporia (ἀπορία), a concept dear to Greek philosophy, indicates the impossibility of giving a precise answer to a problem.
At a time when the possibility of exercising doubt has been compressed and the rhetoric of speaking clearly seems to leave only two possibilities open: to say yes, or to say no, with APORIA we would instead like to investigate the moment in which we remain stranded, entangled in "Meanwhile", in the bifurcation, in the hesitation in which one withdraws from the story to evaluate the "if" and "how" to orient oneself in the continuation of the action.


He happened to stop without saying anything. Whether he had nothing to say after all.
Whether in the end he gave it up.


S. Beckett, Enough


Progress is replaced by stasis, or near immobility. A restrained movement (a storm held back) a cohabitation of opposing forces. Time participates in its inexorable cycle. Eternal returns or renewed departures. False departures and missed continuations. Against the rhetoric of exclaiming. A restart, start again, stand in the middle, swing. Cells that are generated and then fade out. Or they change due to lateral variations. For nuances. For returns and subversions of the speech. For references. Matches. Sudden bumps and abrupt interruptions. In the interval, what is usually considered a waste, a little meaningless for the development of history.

How does the body behave in the decision dynamic, between a point and the "next"? Between a and b there is the infinite. But we are not allowed to linger, usually. Because the line is created, a blockage of actions that chase causality and do not want to know about waiting.